La ricerca sull'Immaginario Sociale nel Territorio di Marsala
di Alfredo Anania
Direttore Responsabile della rivista PSICOLOGIA DINAMICA
Albo Speciale dei Giornalisti di Sicilia

co©05.07.2011www.psicologia-dinamica.it/www.italiadeivalorimarsala.it

La ricerca sull'Immaginario Sociale consente di cogliere il vissuto della gente riguardo il proprio territorio, di conoscere le attese sulla sua costruzione sociale e sulle realizzazioni da compiere, di capire il sentiment della collettività riguardo il futuro del luogo. 

Il  vantaggio principale di questo tipo di ricerca è che gli interventi diretti allo sviluppo di comunità che ne possono scaturire una volta tanto non sono il frutto del pensiero di un’autorità locale che pretende di sapere dall’alto cosa prioritariamente c’è bisogno che sia realizzato nella comunità ma quel che la genuinamente la gente ritiene sia prima di ogni cosa essenziale per il bene comune nel proprio luogo di vita. 

I
noltre, c'è da rilevare che la ricerca-analisi rappresenta già di per sé uno strumento di empowerment socio-culturale poiché il fatto stesso di dar parola ai membri di una comunità potenzia in essi la consapevolezza del proprio ruolo sociale e della possibilità di diventare protagonisti attivi nella costruzione sociale del proprio territorio. 

Evidentemente il riportare i risultati di  una ricerca-analisi sull'immaginario collettivo fa torto alle singole soggettività ma dà un'idea abbastanza attendibile sulla mente collettiva nella quale il singolo si trova profondamente immerso e sul contesto locale che inconsapevolmente anonimamente ciascuno concorre a formare.

La ricerca, frutto della collaborazione tra il Circolo IDV di Marsala e la rivista Psicologia Dinamica,  è stata svolta da febbraio a novembre 2010 e certamente, ammetto, ha 3 pecche: la prima pecca è che la ricerca non è stata impiantata su un campione standardizzato di intervistati  equamente distribuito per sesso, età, luogo (centro città, contrade) attività lavorativa, livello socio-culturale; la seconda pecca consiste nel fatto che le percentuali riportate sono approssimative (leggasi circa %) non essendo state computate con il rigore che compete all'esperto statistico; la terza pecca consiste nel numero esiguo di persone intervistate rispetto alla popolazione totale del territorio.
I pregi della nostra ricerca consistono essenzialmente: a) nella possibilità da parte degli intervistati di dare risposte libere; b) nell'assoluta casualità dell'incontro con le persone che hanno accettato di compilare il questionario nei diversi luoghi nei quali ci siamo recati per sviluppare la ricerca; c) proprio la mancanza di un campione preselezionato di persone da intervistare conferisce alla ricerca un'assoluta genuinità, priva di ogni benché minima manipolazione.

Per un resoconto più dettagliato sulle risposte al questionario si rimanda alla registrazione audio, in www.italiadeivalorimarsala.it , dell'intero incontro-dibattito.

In generale

Il numero complessivo degli intervistati è 117: 83 maschi, età media 51 anni,  e 34 femmine, età media 47 anni. L'attività lavorativa prevalente dei maschi intervistati è il lavoro dipendente (40%), seguono la libera attività (30%), i pensionati (15%), il rimanente (15%) è composto da disoccupati e studenti. Anche tra le donne intervistate l'attività lavorativa prevalente risulta il lavoro dipendente (50%), elevato il numero delle disoccupate (24%), il 13% è pensionato, il rimanente 13% svolge libera attività professionale.

Lo scarso numero di studenti post-diploma intervistati è anche conseguenza  della quasi assoluta mancanza nel territorio di strutture formative di livello universitario o equivalenti.

L'87% degli intervistati risulta animato da uno spirito nostalgicamente conservativo del passato con toni di genuino attaccamento romantico all'ambiente naturale e paesaggistico, alle vestigia archeologiche, alle tradizioni popolari, ma anche ai valori umani e spirituali di un tempo. Il rimanente 15% non conserverebbe alcunché del passato non perché si dichiari contento del presente ma piuttosto perché avverte una sorta di rabbioso incolmabile vuoto. 

Mentre per i maschi intervistati il desiderio prevalente è che avvenga (30%) una valorizzazione dei beni ambientali e culturali, uno sviluppo sostenibile, un incremento del livello di convivenza, un maggiore sviluppo turistico e  (30%) che siano realizzati infrastrutture e servizi, il nuovo porto, centri per anziani, un più efficiente servizio di raccolta di rifiuti, il 40% delle intervistate desidera che si creino posti di lavoro per i giovani e un altro 40% delle intervistate auspica che siano realizzati nuovi servizi e strutture sociali.

I marsalesi vivono bene nel proprio territorio? Il 50% degli intervistati di entrambi i sessi vi vive bene e non vorrebbe trasferirsi, ma il rimanente 50% non vi vive bene: il 25% è incerto o non può trasferirsi, l'altro 25% vorrebbe decisamente trasferirsi. Il dato è impressionante perché indica che metà della popolazione non vive bene nel territorio di Marsala, il dato è ancora più impressionante se consideriamo che l'età media degli intervistati (49 anni) non corrisponde a quel periodo della vita (il periodo giovanile) nel quale è più fisiologico un certo nomadismo, il desiderio di esperire nuovi luoghi e contesti, o il tentare nuove possibilità di realizzazione. A Marsala il 50% della popolazione sogna la fuga! Se ulteriori specifiche ricerche dovessero confermare questo dato diverrebbe impellente un radicale cambiamento della cultura socio-politica ancora dominante nel territorio.

Probabilmente è la sensazione (40%) di una grave stagnazione generale priva di cambiamenti significativi, la sensazione di un contesto culturale chiuso in sé (si potrebbe parafrasare: Cent'anni di Solitudine!) con l'aggravio, secondo un'elevata percentuale degli intervistati, del degrado generale della politica e la miopia o l'insufficienza della politica locale. Per fortuna una discreta percentuale di intervistate ritiene che siano avvenuti alcuni cambiamenti positivi: l'informatica, la raccolta differenziata, il maggiore benessere economico, l'evoluzione culturale, le rotatorie, la progettazione del nuovo porto, la correttezza della gente. Ma il 37% degli intervistati risponde che di recente non è avvenuto alcun cambiamento e un altro 37% ritiene che siano avvenuti cambiamenti solo in peggio.

Un fattore rilevante è il ritenere da parte degli intervistati (70%) che manchi totalmente la cooperazione tra la gente o che (17,5%) questa sia scarsa o insufficiente. Infatti, non a caso, insieme alla convinzione che tra le realizzazioni possibili più utili vi sia il nuovo porto, gli intervistati ritengono che sia soprattutto utile rinnovare il senso della comunità. Notevole importanza viene attribuita al rilancio dell'agricoltura, alla creazione di nuovi posti di lavoro, ma, anche, subito a seguire, si sente la necessità di un ricambio dell'attuale classe politica e dirigente. Infine, un adeguato rilievo viene dato allo sviluppo del turismo. 

La maggior parte dei marsalesi fantastica un futuro migliore per le nuove generazioni e una loro minore fuga altrove, ma il 18% degli intervistati è talmente deluso e sfiduciato riguardo il futuro del proprio territorio che ha smesso di sognarlo!

D'altro canto il 75% degli intervistati afferma che non esiste alcuna progettualità per il territorio e probabilmente questo concorre a creare nei maschi (30%) una visione pessimistica prevedendo un peggioramento nel futuro,  il 20% non riesce a esprimere un parere, per fortuna il 10% dei maschi è speranzoso e l'ottimismo, alimentato dallo sperare in futuro migliore della comunità, prevale tra le donne (35%).

Probabilmente bisognerebbe lavorare molto sull'idea del bene comune, sulla capacità di cooperazione tra la gente, sulla psicologia di comunità quale fattore di sviluppo (Community Development) dal momento in cui  il 54% degli intervistati giudica i rapporti sociali nel proprio territorio deludenti, o falsi, o superficiali;  il 15% li giudica esclusivi all'interno di circoli elitari; l'1% migliorabili; solo il 30% degli intervistati buoni, soddisfacenti o discreti.

Il nostro ringraziamento alla struttura che il 3 Luglio ha gentilmente ospitato l'incontro
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